E' strana questa vigilia di Natale (o meglio questo Natale, visto che la mezzanotte è passata da un po').
Un Natale silente, intimo... quasi diafano.
La mattinata impegnata a studiare Linguistica italiana e Teoria della traduzione scorre via, rapida, interrotta da qualche sigaretta riflessiva bruciata in balcone, gli occhi socchiusi per le intense raffiche di vento. C'è un senso di pace e di tranquillità, spezzato ogni tanto da uno scoppio di petardi lontani. E prima che possa accorgermene il sole è già scivolato dietro i monti, lasciandosi dietro solo l'umidità solitaria della sera.
E all'improvviso mi viene voglia di uscire e fare una passeggiata. Sono solo le 18:30, ma sapete bene che le improvvisate non hanno orario, né riflessione, né preavviso. Esco in strada, mi calco il cappello in testa e comincio a camminare; mi viene in mente che non ho preso i fidi auricolari per godermi un po' di musica, ma allontano il pensiero con una scrollata di spalle: c'è silenzio per le strade, e non si sente altro suono all'infuori del sibilare del vento. Continuo a camminare, lanciando ogni tanto qualche sguardo alle finestre illuminate delle case. Rumori familiari dal loro interno: chiacchericci e risate, mentre le stoviglie vengono disposte sulla tavola e alcune posate cadono; qualche volta una televisione accesa, qualche volta grida di bambini impazienti, che chiedono a gran voce dov'è Babbo Natale.
Altre finestre invece sono spente... abitanti andati a godersi il cenone altrove, o partiti per le vacanze, o magari segnati da un lutto in famiglia poco prima dei grandi festeggiamenti...
Sono circa le 19:45, e inconsciamente sono di nuovo sulla strada di casa, carico di Natali rubati (o condivisi per brevissimi istanti) ad altre persone.
Visto così, dal di fuori, questo Natale impregnato di un'atmosfera calda e accogliente, è affascinante.
Ben più affascinante del dover fare il cenone subendo le urla acutissime della mia cuginetta cinquenne che vuole a tutti i costi un regalo adesso, senza che mia zia le dia uno sculaccione (ma anche settanta, eh) per farla stare zitta.
Stupida cuginetta merdosa, ho un mal di testa osceno.
Che merda il Natale.
25/12/11
12/12/11
(Uno e) Trino
Quando Heart Of Darkness uscì nel 1998, molti videogiocatori ebbero un infarto: ma come?!? Nel periodo dove il 3D aveva iniziato a farla da padrone, forte ad esempio dei primi due episodi di Tomb Raider, c'era ancora qualcuno che si ostinava a produrre platform bidimensionali?
Beh, gli infartuati erano probabilmente solo videogiocatori ignoranti: considero tuttora Heart Of Darkness uno dei platform adventure più giocabili, semplici, e ben riusciti.
Chi disse saccentemente che lo scorrimento orizzontale sarebbe sparito dai nostri schermi per sempre, e che rappresentava uno stile sorpassato, aveva torto marcio. Lo dimostrano due grandiosi prodotti che ho avuto modo di spulciare per benino durante lo scorso weekend di vacanza, e mi riferisco nella fattispecie a Trine e Trine 2.
Trine
Prodotto di punta di una casa finlandese semi-sconosciuta (sino a poco tempo fa), è letteralmente una bomba! Partendo da una trama relativamente semplicistica (invasione di scheletrame e non-morti vari), un trio di eroi composto da un mago, una ladra e un guerriero dovrà attraversare all'incirca una quindicina di livelli per giungere ai titoli di coda.
Dov'è il bello?
Il bello sta nel fatto che ovviamente ogni classe ha le sue caratteristiche:
Beh, gli infartuati erano probabilmente solo videogiocatori ignoranti: considero tuttora Heart Of Darkness uno dei platform adventure più giocabili, semplici, e ben riusciti.
Chi disse saccentemente che lo scorrimento orizzontale sarebbe sparito dai nostri schermi per sempre, e che rappresentava uno stile sorpassato, aveva torto marcio. Lo dimostrano due grandiosi prodotti che ho avuto modo di spulciare per benino durante lo scorso weekend di vacanza, e mi riferisco nella fattispecie a Trine e Trine 2.
Trine
Prodotto di punta di una casa finlandese semi-sconosciuta (sino a poco tempo fa), è letteralmente una bomba! Partendo da una trama relativamente semplicistica (invasione di scheletrame e non-morti vari), un trio di eroi composto da un mago, una ladra e un guerriero dovrà attraversare all'incirca una quindicina di livelli per giungere ai titoli di coda.
Dov'è il bello?
Il bello sta nel fatto che ovviamente ogni classe ha le sue caratteristiche:
- Il mago Amadeus (!) potrà creare blocchi e passerelle, nonché far levitare e manipolare numerosi oggetti tramite telecinesi. Ovviamente il fattucchiere è una sega mostruosa nel combattimento, ergo è (giustamente) l'unico personaggio incapace di combattere (a meno che non riusciate a trovare il tempo per creare un blocco e farlo cadere in testa a qualche nemico, ma la vedo difficile);
- La ladra Zoya invece, forte del suo arco, scocca nugoli di frecce e tramite un rampino può attaccarsi e dondolare sul legno, sfruttando questa capacità per raggiungere zone sopraelevate altrimenti irraggiungibili;
- Vabè, il guerriero, cazzo c'è da dire su un guerriero? Si chiama Pontius, picchia forte ed è ignorantissimo e becero!
Oltre alle vostre (poche) abilità di base, ogni 50 bottiglie di esperienza che raccoglierete avrete un punto skill per ognuno dei personaggi. Potete scegliere se accumularli e sviluppare abilità più forti, o se invece prendere subito quelle di base per facilitarvi il gioco... ovviamente le "experience bottles" non sono situate quasi mai lungo il cammino, ma si trovano sempre in posti poco meno che raggiungibili (oltre che ovviamente essere elargite dai mostri, quando muoiono).
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| Non guardate il guerriero, né l'avversario. Guardate i dettagli delle colonne e dei tappeti. Ed eiaculate. |
Fin qui magari niente di nuovo: la struttura del gioco ripropone elementi già visti.
Potrei aggiungere che le possibilità di risolvere lo stesso enigma sono molto molto varie, in base alle abilità che avete (o non avete) sviluppato. Non siete soddisfatti?
E va bene, va bene, orda di pretenziosi videogiocatori snob: guardate i paesaggi e ammutolite! Come si vede bene dalle immagini che ho sparso un po' ovunque, non potrete non notare il meraviglioso et spaventoso rendering che contraddistingue i livelli: vegetali, rovine, architetture, giochi di luce, avversari ed effetti vari sono stati gestiti con una pignoleria che ho visto raramente tra gli ultimi prodotti usciti. L'installazione compatta, l'assoluta mancanza di scatti e la totale fluidità del motore grafico (ho disattivato l'antialiasing perchè all'inizio mi rallentava leggermente il cursore del mouse, ma il movimento del personaggio tramite WASD andava benissimo), nonché il prezzo quasi irrisorio ne fanno un titolo consigliatissimo.
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| Ottimi gli effetti di luce riflessa, e la fantasia dei programmatori nel rendere certi ambienti. |
Ho bruciato il gioco in circa 10 ore, ma avevo già Trine 2 sottomano, quindi tutto sommato non ho pianto granché. D'altronde non potete di certo aspettarvi una longevità annuale da un titolo che tutto sommato è abbastanza semplice e lineare.
Di solito tendo ad essere molto critico - specie ultimamente - nei confronti dei videogiochi, ma mi sento di perdonare senza problemi questa "breve" longevità ad un gioco che sotto tutti gli altri aspetti è davvero brillante.
Il voto finale è 9/10.
Trine 2
I nostri eroi sono tornati nuovamente al loro dovere di salvatori del regno dalle forze del male, e lo fanno in grande stile! I tredici livelli da affrontare sono ancora più vari, ancora più ricchi di enigmi, ancora più colorati.
Cambia il guadagno d'esperienza: ora gli experience orb si trovano quasi sempre sulla strada, rendendo più semplice razziarli. In compenso sono aumentate le skill sviluppabili, e i punti guadagnati formano un tetto totale (comodamente resettabile) da cui potete attingere per settare le abilità di ognuno .
La gestione degli oggetti risulta lievemente più fluida e di risposta più rapida ai comandi, permettendo di inserire enigmi dove magari col mago dovrete manipolare degli oggetti al millimetro... in Trine 2 la componente "enigma" diventa più impegnativa. Nonostante i livelli siano in numero inferiore, aumenta la loro durata (specialmente se volete spendere quei venti secondi in più necessari per raggiungere un experience orb situato in alto, non proprio "di strada").
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| Pontius osserva basito il gigantesco fungo allucinogeno (con tanto di arcobaleno) sviluppatosi sopra di lui |
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| Povero Amadeus... ti sei appena svegliato, non sai che stai per cominciare il secondo episodio... |
| Riunione del party prima di terminare un livello. Molto divertenti le frasi scambiate tra i personaggi. |
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| Odio puro. Uno degli ultimi livelli del gioco. Un'ora spesa a immaginare come sorpassare un punto particolarmente ostico. |
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| Amore puro. I livelli "giungleschi" mi hanno sempre affascinato, e questo è veramente fantastico. |
Nonostante i puzzle siano leggermente più impegnativi, gli ottimi scenari compensano i momenti di arrovellamento cerebrale. Grafica perfetta, audio non ne parliamo, ma anche qui la longevità non supera le sedici ore.
Fa niente, fidatevi. Per breve che possa essere, l'esperienza di questi due puzzle adventure sarà intensa, coinvolgente, godibile, e... cazzo, mi sono stancato di parlarne, procurateveli!
Voto finale 10/10
08/12/11
Moda e scopabilità
Parliamo di moda del vestire.
"Moda" è un parolone molto molto pericoloso, in quanto generico e super personalizzabile;
esempio: nessuno ti vieta di andare in giro con un abito di stecche di legno che ti sei ricavato staccandole una ad una dalle cassette di carciofi che hai comprato il giorno prima dal fruttivendolo. Molto probabilmente tutto il mondo penserà che tu sia una persona senza alcun senso della realtà e del gusto, ma solo sin quando Ralph Lauren, Valentino, Prada o qualche altro stilista eclettico (uh, anche "eclettico" è un termine a rischioso) non dirà che "Vestirsi di asticelle di legno grezzo e pieno di schegge costituisce un vero ritorno al contatto con la natura, alternativo e caratterizzante". A quel punto chi non vestirà di cassette ortofrutticole diventerà automaticamente demodé, obsoleto, da buttar via (ma stranamente non vedrete carote e ravanelli che al mercato spuntano dall'interno di borse Louis Vuitton... misteri).
Quando un personaggio di Zoolander disse pressapoco che "E' la moda che fa girare il mondo, è per la moda che si sono scatenate guerre e conflitti di ogni tipo", mi chiedo se invece di fare una battuta apparentemente idiota, non volesse invece aprire un punto serio di riflessione in tutto quello zoo (appunto) costituito da scene al limite dell'umano.
Eppure sembrerebbe che oggi basti dire che una persona è "vestita alla moda" e subito ogni critica cessa di esistere. Ogni critica da parte degli idioti rincoglioniti senza cervello.
Perchè una cosa è avere buongusto, una cosa è seguire la moda.
Vorrei proporre un ritorno alla tunica, se possibile, così la gente non rompe più il cazzo.
Personalmente non seguo affatto le mode. Le trovo alquanto noiose e limitanti: vogliamo ricordare l'esplosione di capi d'abbigliamento viola, qualche tempo fa? E il verde? E il blu? Ci manca solo il verde Paolo Veronese o il bianco sperma e siamo a posto.
Sono uno che opta generalmente per la combinazione di vestiti 50% comodi, 50% presentabili; il classico tipo da jeans e polo o camicia fantasiosa che però veste spesso anche in giacca e cravatta per il gusto di cambiare e di sentirsi un po' più elegante e fighetto.
L' argomento piuttosto soggettivo, ma diventa una questione di "sopravvivenza" quando tra me e il buongusto si frappone una buona parte di lobotomizzati che in nome della moda compiono scempi incredibili ed accostamenti di colore inguardabili.
La moda commerciale non prevede di calcolare chi indosserà il vestito, perchè tanto se aprite un qualsiasi giornale trovate sempre le solite cazzo di donne artificiali, quasi androgine, con settecento chili (o euro) di trucco, il petto piatto o addirittura concavo, così magre che devi stipulare una Kasko prima di prenderle per i fianchi durante un'amplesso: l'emblema dell'essere asservito al capo d'abbigliamento, e non il contrario.
Qui io proporrei di far tornare il peplo per le donne. Ma andiamo avanti, slegandoci dalla intelligentissima riflessione sulla moda fatta sinora, procedendo con l'introduzione di un postulato relativamente sensato sulla scopabilità.
La moda ovviamente non tiene conto del mondo reale, e non mi riferisco al solo fattore estetico ma anche e soprattutto a quello caratteriale.
Prendiamo otto ragazze, distinte in base ai tre principi di pessimo/bel vestito, bellezza/bruttezza, educazione/maleducazione (in base ovviamente ai vostri gusti personali eh).
1 - ben vestita, bella, beneducata;
2 - ben vestita, bella, maleducata;
3 - mal vestita, bella, beneducata;
4 - mal vestita, bella, maleducata;
5 - ben vestita, brutta, beneducata;
6 - ben vestita, brutta, maleducata;
7 - mal vestita, brutta, beneducata;
8 - mal vestita, brutta, maleducata.
Ammettendo che per voi la bellezza abbia priorità sulla buona o cattiva educazione, allora probabilmente l'elenco qui sotto corrisponderà anche alla scala scopabilità della persona con la quale state avendo a che fare, e l'elenco delle vostre reazioni si modificherà di conseguenza:
1 - Sì, mi piacciono molto le maniche plissettate. E no, non ti preoccupare, non ti verrò in bocca.
2 - Levati quel bel foulard, troia: ho voglia di montarti a neve ferma.
3 - Ora potresti metterti questi due cubetti di ghiaccio in bocca e farmi un pompino on the rocks?
4 - Getta via quello straccio, sporca baldracca, e lascia che spernacchi il tuo bel clitoride.
5 - Gran bel vestito. Proprio un gran bel vestito. Esclusivamente un gran bel vestito.
6 - Il tailleur è una figata. Tu no.
7 - Mi devi scusare ma di solito non mi interesso di donne.
8 - Sei bbbona come uno sgombro alla nutella.
Insomma, la domanda definitiva è la seguente: ma secondo voi la scollatura a V è meglio metterla su un paio di tette prosperose o tra due bei glutei sodi?*
*Se mi dite "Ma io guardo gli occhi e il viso!" siete dei segaioli ipocriti e lo sapete.
P S: se c'è qui intorno una donna che volesse espormi i suoi otto punti di vista in relazione al sesso maschile, lo apprezzerei molto... meglio se si tratta di una donna bella e preferibilmente ben vestita.
"Moda" è un parolone molto molto pericoloso, in quanto generico e super personalizzabile;
esempio: nessuno ti vieta di andare in giro con un abito di stecche di legno che ti sei ricavato staccandole una ad una dalle cassette di carciofi che hai comprato il giorno prima dal fruttivendolo. Molto probabilmente tutto il mondo penserà che tu sia una persona senza alcun senso della realtà e del gusto, ma solo sin quando Ralph Lauren, Valentino, Prada o qualche altro stilista eclettico (uh, anche "eclettico" è un termine a rischioso) non dirà che "Vestirsi di asticelle di legno grezzo e pieno di schegge costituisce un vero ritorno al contatto con la natura, alternativo e caratterizzante". A quel punto chi non vestirà di cassette ortofrutticole diventerà automaticamente demodé, obsoleto, da buttar via (ma stranamente non vedrete carote e ravanelli che al mercato spuntano dall'interno di borse Louis Vuitton... misteri).
Quando un personaggio di Zoolander disse pressapoco che "E' la moda che fa girare il mondo, è per la moda che si sono scatenate guerre e conflitti di ogni tipo", mi chiedo se invece di fare una battuta apparentemente idiota, non volesse invece aprire un punto serio di riflessione in tutto quello zoo (appunto) costituito da scene al limite dell'umano.
Eppure sembrerebbe che oggi basti dire che una persona è "vestita alla moda" e subito ogni critica cessa di esistere. Ogni critica da parte degli idioti rincoglioniti senza cervello.
Perchè una cosa è avere buongusto, una cosa è seguire la moda.
Vorrei proporre un ritorno alla tunica, se possibile, così la gente non rompe più il cazzo.
Personalmente non seguo affatto le mode. Le trovo alquanto noiose e limitanti: vogliamo ricordare l'esplosione di capi d'abbigliamento viola, qualche tempo fa? E il verde? E il blu? Ci manca solo il verde Paolo Veronese o il bianco sperma e siamo a posto.
Sono uno che opta generalmente per la combinazione di vestiti 50% comodi, 50% presentabili; il classico tipo da jeans e polo o camicia fantasiosa che però veste spesso anche in giacca e cravatta per il gusto di cambiare e di sentirsi un po' più elegante e fighetto.
L' argomento piuttosto soggettivo, ma diventa una questione di "sopravvivenza" quando tra me e il buongusto si frappone una buona parte di lobotomizzati che in nome della moda compiono scempi incredibili ed accostamenti di colore inguardabili.
La moda commerciale non prevede di calcolare chi indosserà il vestito, perchè tanto se aprite un qualsiasi giornale trovate sempre le solite cazzo di donne artificiali, quasi androgine, con settecento chili (o euro) di trucco, il petto piatto o addirittura concavo, così magre che devi stipulare una Kasko prima di prenderle per i fianchi durante un'amplesso: l'emblema dell'essere asservito al capo d'abbigliamento, e non il contrario.
Qui io proporrei di far tornare il peplo per le donne. Ma andiamo avanti, slegandoci dalla intelligentissima riflessione sulla moda fatta sinora, procedendo con l'introduzione di un postulato relativamente sensato sulla scopabilità.
La moda ovviamente non tiene conto del mondo reale, e non mi riferisco al solo fattore estetico ma anche e soprattutto a quello caratteriale.
Prendiamo otto ragazze, distinte in base ai tre principi di pessimo/bel vestito, bellezza/bruttezza, educazione/maleducazione (in base ovviamente ai vostri gusti personali eh).
1 - ben vestita, bella, beneducata;
2 - ben vestita, bella, maleducata;
3 - mal vestita, bella, beneducata;
4 - mal vestita, bella, maleducata;
5 - ben vestita, brutta, beneducata;
6 - ben vestita, brutta, maleducata;
7 - mal vestita, brutta, beneducata;
8 - mal vestita, brutta, maleducata.
Ammettendo che per voi la bellezza abbia priorità sulla buona o cattiva educazione, allora probabilmente l'elenco qui sotto corrisponderà anche alla scala scopabilità della persona con la quale state avendo a che fare, e l'elenco delle vostre reazioni si modificherà di conseguenza:
1 - Sì, mi piacciono molto le maniche plissettate. E no, non ti preoccupare, non ti verrò in bocca.
2 - Levati quel bel foulard, troia: ho voglia di montarti a neve ferma.
3 - Ora potresti metterti questi due cubetti di ghiaccio in bocca e farmi un pompino on the rocks?
4 - Getta via quello straccio, sporca baldracca, e lascia che spernacchi il tuo bel clitoride.
5 - Gran bel vestito. Proprio un gran bel vestito. Esclusivamente un gran bel vestito.
6 - Il tailleur è una figata. Tu no.
7 - Mi devi scusare ma di solito non mi interesso di donne.
8 - Sei bbbona come uno sgombro alla nutella.
Insomma, la domanda definitiva è la seguente: ma secondo voi la scollatura a V è meglio metterla su un paio di tette prosperose o tra due bei glutei sodi?*
*Se mi dite "Ma io guardo gli occhi e il viso!" siete dei segaioli ipocriti e lo sapete.
P S: se c'è qui intorno una donna che volesse espormi i suoi otto punti di vista in relazione al sesso maschile, lo apprezzerei molto... meglio se si tratta di una donna bella e preferibilmente ben vestita.
Argomento:
Condilomi,
Essenza di geranio,
Viaggi mentali
04/12/11
Messaggio promozionale
Aprofitto del breve tempo in cui mi sono connesso per controllare la posta per comunicare ai lettori che anche il sito di poesie sperimentali del quale io, Driller e Castruccio siamo fondatori e promotori ha traslocato su Blogspot (vista l'attuale, indescrivibile, triste situazione di Splinder...) al seguente indirizzo:
Venite numerosi. Festeggeremo l'anniversario della fondazione con frittelle e sangria*, e saremo a disposizione dei fan che vorranno farsi autografare l'antologia delle poesie. Foto ricordo e filmati commemorativi a pagamento.
Passate una buona domenica.
* Due cose ottime per chi, come me, soffre di calcoli biliari.
03/12/11
Dragon Age II
Perdonate la lunga assenza, tra studi e impegni concertiscici ho veramente poco tempo da dedicare al blog ultimamente. Oggi torno a parlare di videogiochilli: nella fattispecie una recensione del pluriacclamato Dragon Age 2, blasonato prodotto di casa Bioware. Il primo Dragon Age non aveva da me ricevuto un giudizio troppo positivo, pecca dovuta in gran parte al motore grafico non proprio leggero, ad uno spazio riservato per l'installazione mostruoso, ai tempi di caricamento abbastanza lunghi e al fatto di avere un gran numero di finali possibili a seconda delle scelte svolte durante il gioco. Come se l'è cavata il secondo episodio?
Dal punto di vista tecnico questo secondo episodio è decisamente più performante! Il motore grafico è stato migliorato, e anche nelle fasi più concitate del gioco non ho constatato alcun calo di frame rate. I tempi di caricamento sono stati ridotti (una piccola chicca del gioco consiste nel presentare per ogni caricamento una schermata animata, che distrae il giocatore durante la breve attesa), e lo spazio richiesto per l'installazione è diminuito. La longevità del gioco a livello normale si aggira intorno alle 35-40 ore per coloro che vogliono assicurarsi di completare tutte le sotto-quest oltre a quella principale (cosa tra l'altro quasi necessaria, visto che se non fate le sotto-quest non fate esperienza, e se non fate esperienza gli scontri successivi saranno durissimi se non impossibili). Un buon miglioramento.
Cosa è cambiato in peggio?
Secondo me il comparto audio: mentre nel primo episodio avevamo delle degne ed epiche musiche che sottolineavano i vari ambienti e le varie situazioni, tutte orchestrate a puntino, qui invece si sente l'assenza di un vero e proprio "main theme" che richiami l'attenzione del giocatore su determinati punti del gioco. Le voci originali dei personaggi sono tuttavia rese molto bene, senza sbavature (cosa che però ai traduttori non è importata granchè, dato che ho visto degli errori niente male nei dialoghi).
Passiamo al gameplay: se nell'episodio precedente si aveva talvolta la spiacevole sensazione di assistere ad un combattimento un po' imbavagliato e lento, ecco che ora anche questo piccolo difettuccio è stato corretto. I combattimenti diventeranno molto più interessanti, e soprattutto dinamici, rendendo molto bene l'idea del caos e della frenesia in determinate situazioni. L'interfaccia, ormai collaudata, permette di assegnare le abilità alla solita fila di numeri da 1 a 0, e di utilizzarle con comodo. Anche in questo episodio è possibile impostare gli script per l'assegnazione delle priorità e delle azioni da eseguire in determinati momenti: possibilità che può apparire inutile ma che ci farà risparmiare moltissimo tempo durante il gioco, ed inoltre avrà un'altissima probabilità di salvarci la pelle durante scontri complicati. E' stata poi eliminata la visuale simil-isometrica del precedente episodio, optando per una telecamera a breve-media distanza dal personaggio selezionato. La cosa contribuisce a dare al giocatore la percezione delle cose sulla stessa lunghezza d'onda del personaggio, e potremo inoltre gustare maggiormente gli svettanti torrioni della città.
Ecco, la città. Parliamo della città e della trama.
Ricordate la trama del precedente episodio? Bene, Dragon Age 2 la sfiora appena, nel senso che se stavate cercando altre notizie sull'evolversi del conflitto Prole Oscura VS Custodi Grigi non ne avrete affatto. Beh, pazienza, non è una grande perdita, dal momento che qui ci si è focalizzati sulla contrapposizione Templari VS Maghi. E vi assicuro, anche se c'è una percezione più umana e meno epica dello svolgersi degli eventi nel gioco, esso si assicurerà una buona fetta della vostra attenzione.
A grandi linee tutto ruota intorno ad un povero umano che, fuggendo dal villaggio distrutto dalla Prole Oscura, si ritroverà in una città sita nei Liberi Confini; man mano che la trama si svolge (e la nostra fama cresce), verremo forzati a schierarci coi Templari per schiacciare il crescente pericolo dei Maghi eretici, o se preferiremo potremo sollevare i Maghi contro i Templari per liberarsi della loro autorità.
Come avevo detto, qui la Prole Oscura c'entra ben poco.
Il giocatore puritano del primo DAO potrebbe scandalizzarsi: ma come? E' tutto troppo umano! Non c'è l'eterna lotta tra il bene ed il male! Non ci sono demoni potentissimi! Dove è il divertimento?
Potrebbe sembrare strano, ma a me DAO2 è piaciuto proprio perchè la portata del gioco è meno "impegnativa". Certo, ci sono ancora le scelte che influenzano discretamente una larga fetta della popolazione, ma sono sempre scelte fatte da un uomo per altri uomini. Dimenticate i sogni di grandezza di DAO e la sensazione d'aura divina intorno al vostro personaggio.
Qui i Custodi Grigi ci sono ma non ci sono: d'altronde, come già detto, la diatriba principale non verte sul bene o male, ma sulla rottura della schiavitù (fazione Maghi) o sull'estinzione del pericolo della magia incontrollata (fazione Templari). E sia chiaro: entrambe le scelte hanno sia lati positivi che negativi. Questo divertente senso di relativismo permea un po' tutti i dialoghi del gioco.
Tuttavia c'è una pecca che ho trovato seccante: DAO2 ha pochissima varietà per quanto riguarda gli ambienti. Con "pochissima" intendo: Kirkwall (la città in cui agirete per il 98% del gioco, con quattro o cinque locazioni in versione notturna e diurna) e circa cinque locazioni esterne ad essa, site in montagna o costa. Stop. Da questo punto di vista DAO era molto molto meglio, consentendo al giocatore di "ripulirsi" gli occhi dalle parti in miniera con magari alcuni livelli in foresta o in diverse città.
Purtroppo, questo aspetto è quello che ho riscontrato causare il "mi intriga la trama, ma che palle, devo prima fare quattro missioni tutte in città". Non fosse per questo problema il gioco si prenderebbe un 8. E invece...
7,5 - Nonostante il generale miglioramento del comparto tecnico del gioco (musiche e traduzioni dei testi dei sottotitoli nei dialoghi a parte), la trama focalizzata su un aspetto ritenuto "marginale" potrebbe deludere i fan della prima parte che desideravano avere notizie su come sarebbe andato il conflitto Demoni VS Uomini. La poca varietà degli ambienti inoltre fa aumentare la noia, che ci porterà a concludere in maniera sbrigativa le side-quest solo per vedere come prosegue la trama principale.
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| A proposito di scene concitate... |
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| Kartoffeln!!! |
Cosa è cambiato in peggio?
Secondo me il comparto audio: mentre nel primo episodio avevamo delle degne ed epiche musiche che sottolineavano i vari ambienti e le varie situazioni, tutte orchestrate a puntino, qui invece si sente l'assenza di un vero e proprio "main theme" che richiami l'attenzione del giocatore su determinati punti del gioco. Le voci originali dei personaggi sono tuttavia rese molto bene, senza sbavature (cosa che però ai traduttori non è importata granchè, dato che ho visto degli errori niente male nei dialoghi).
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| Mai traduzione fu più azzeccata: "Oh balls" diventa "Oh, sfere!". Complimenti. |
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| Ecco gli svettanti torrioni. Molto belli da vedere UNA volta. |
Ecco, la città. Parliamo della città e della trama.
Ricordate la trama del precedente episodio? Bene, Dragon Age 2 la sfiora appena, nel senso che se stavate cercando altre notizie sull'evolversi del conflitto Prole Oscura VS Custodi Grigi non ne avrete affatto. Beh, pazienza, non è una grande perdita, dal momento che qui ci si è focalizzati sulla contrapposizione Templari VS Maghi. E vi assicuro, anche se c'è una percezione più umana e meno epica dello svolgersi degli eventi nel gioco, esso si assicurerà una buona fetta della vostra attenzione.
A grandi linee tutto ruota intorno ad un povero umano che, fuggendo dal villaggio distrutto dalla Prole Oscura, si ritroverà in una città sita nei Liberi Confini; man mano che la trama si svolge (e la nostra fama cresce), verremo forzati a schierarci coi Templari per schiacciare il crescente pericolo dei Maghi eretici, o se preferiremo potremo sollevare i Maghi contro i Templari per liberarsi della loro autorità.
Come avevo detto, qui la Prole Oscura c'entra ben poco.
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| Ops. QUALI svettanti torrioni? BOOOOOOOOOM! |
Potrebbe sembrare strano, ma a me DAO2 è piaciuto proprio perchè la portata del gioco è meno "impegnativa". Certo, ci sono ancora le scelte che influenzano discretamente una larga fetta della popolazione, ma sono sempre scelte fatte da un uomo per altri uomini. Dimenticate i sogni di grandezza di DAO e la sensazione d'aura divina intorno al vostro personaggio.
Qui i Custodi Grigi ci sono ma non ci sono: d'altronde, come già detto, la diatriba principale non verte sul bene o male, ma sulla rottura della schiavitù (fazione Maghi) o sull'estinzione del pericolo della magia incontrollata (fazione Templari). E sia chiaro: entrambe le scelte hanno sia lati positivi che negativi. Questo divertente senso di relativismo permea un po' tutti i dialoghi del gioco.
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| Ecco l'ennesimo svettante torrione... comincia a essere ripetitivo, non trovate? |
Tuttavia c'è una pecca che ho trovato seccante: DAO2 ha pochissima varietà per quanto riguarda gli ambienti. Con "pochissima" intendo: Kirkwall (la città in cui agirete per il 98% del gioco, con quattro o cinque locazioni in versione notturna e diurna) e circa cinque locazioni esterne ad essa, site in montagna o costa. Stop. Da questo punto di vista DAO era molto molto meglio, consentendo al giocatore di "ripulirsi" gli occhi dalle parti in miniera con magari alcuni livelli in foresta o in diverse città.
Purtroppo, questo aspetto è quello che ho riscontrato causare il "mi intriga la trama, ma che palle, devo prima fare quattro missioni tutte in città". Non fosse per questo problema il gioco si prenderebbe un 8. E invece...
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| Non preoccupatevi. E' molto meno letale di quel che sembra. |
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| Non preoccupatevi. Ricaricherete almeno dieci volte per vincere contro di lui. |
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| Meraviglioso! E ora tira fuori quei marshmallow! |
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