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11/12/12

Il perchè del (perchè del) traduttore

1- Mi si chiede il perchè dell'esistenza del mestiere di traduttore quando, al giorno d'oggi, sempre più "risorse" sparse sulla rete sono a disposizione dei comuni mortali.

2- Chiedo di che tipo di "risorse" parliamo.

3- Mi si elencano tra le principali Google Translator e Yahoo!Answers, e tra i pochi vocabolari online nessuno cui valga veramente la pena affidarsi.

Forse non si è capito che è proprio perchè esistono queste presunte "risorse" di traduzione che il traduttore può continuare a prosperare... anzi, ora che ci penso forse non si riesce proprio ad afferrare che il concetto di "tradurre" implica MOLTO DI PIU' (e molto spesso tutt'altro) della semplice ricerca sul vocabolario.

Non è che invece fate parte di quel gruppo di teste di cazzo ignoranti che si riferiscono alle "traduzioni" latino-italiano e greco-italiano, e si lamentano perchè non sapendo coniugare i verbi pretendono di trovare sul vocabolario una seconda persona plurale al passato?
Non è che invece con queste "risorse" credete di aver scoperto il paradiso terrestre della traduzione, tanto che mi sono visto addirittura interi testi tradotti in cinque minuti con Google Translator e PUBBLICATI (con tanto di applausi e dieci da persone addirittura più inutili di voi)?
Non è che, banalmente, siete così ottenebrati dalla vostra ignoranza da non avere neanche la decenza di ricontrollare la vostra "traduzione" per vedere se almeno dal pulto di vista della grammatica italiana, tornano le concordanze?
 Ovviamente non oso accennare al significato, perchè credo siate così rintronati da non sapere neanche cosa sia.

Cospargetevi di cherosene e accendete un cerino prima di fare i fighetti.
Mettete il culo sulla sedia e studiate, pezzenti.

Anzi, no, scusatemi: continuate pure!
Non sia mai che un domani mi paghino per correggere le vostre idiozie :)
Sayonara.

29/08/12

Amarezza

Come volevasi dimostrare, il reddito familiare risulta troppo alto per poter richiedere una borsa di studio... evidentemente per lo stato la professione di insegnante elementare è più redditizia di quella dell'assessore, del commerciante o del libero professionista. E il merito deve necessariamente andare a farsi fottere, mi sembra logico: così, anche con una media di 29,2 diventa impossibile avere accesso a quei tanto decantati servizi universitari che dovrebbero incentivare lo studente nella sua carriera.
Poi però rimane il dubbio di come certe altre persone, con famiglie ben più ricche della mia (non abbiamo yacht, né grandi ville sparse nel mondo) riescano ad intascare più di 2000 euro di borsa, specialmente con una media intorno al 25.
Questo ed altro nella prossima puntata di Mistero.

Bestemmio.

15/05/12

Immaginando il paradiso

Riprendere a scrivere dopo mesi d'assenza ha un che di terapeutico (alla faccia di quelli che dicono che tenere un blog non serve a un piffero). C'è talmente tanta roba da dire che non basterebbero mille post.

Il ramo materno della famiglia ha visto mancare mia nonna; è stato un periodo abbastanza travagliato di cui ricordo veglie in ospedale, sbalzi d'umore, carenza di sonno, parole di conforto a volte utili, a volte fini a se stesse. Ora questa fase si è chiusa in silenzio, con un rumore quasi impercettibile di debole maestrale che fa stormire i pioppi solitari intorno alle camere mortuarie.
Un silenzio denso di ricordi: risate lontane, ottimo cibo in quantità industriale, serie interminabili di perentori "Mangia che devi crescere!", di "Quando mi presenti la nuova ragazza?" e "Ho freddo anche a maggio". Argomenti generalmente legati al contesto "nonna".
Alcune persone m'han detto "Mi spiace". Spiace anche a me: starà mettendo a soqquadro tutti gli angoli dell'altro mondo (sicuramente non saranno abbastanza puliti), organizzando corsi di cucito e di preghiera, rammendando e lavando i vestiti strappati e sporchi dei bambini che giocano... forse s'è già pure sistemata in un cantuccio con mia bisnonna e si raccontano le ultime novità sedute davanti a mezzo maialino arrosto e cipolle soffritte nel burro, sorseggiando del vino.

Visto che tutti parlano del paradiso, tando vale immaginarlo in grande, no?

Che poi, mi veniva da pensare: ma ci sarà la raccolta differenziata in paradiso? Se sì, in quali giorni si ritira l'umido e quali sono invece destinati al ritiro del secco? E chi sparecchia il tavolo? E chi paga il gas? E le bollette? Ci sarà pure Equitalia? E ci...

*rrrriiiiiiiing*

- Qui nonna, chi parla? -.
- Qui tuo nipote. Ti sembrerà strano, ma rido mentre ti ricordo e ti immagino. E allo stesso tempo piango, ma va tutto davvero bene -.
- Ti capisco benissimo, non ti preoccupare. Comunque devo dire che c'è freddo anche in paradiso. Quando mi presenti la nuova ragazza? -.

Incorreggibile, irrecuperabile, sempre lei, anche nell'altro mondo.

13/05/12

Ringraziamenti

Finché è durata, è stata una gran bella avventura.
Nonna, grazie di tutto.

14/01/12

Stranezze

Hi everyone.
Sì sì, lo so che ultimamente non sono stato costante; mi scuserete se tra un blocco di roba da studiare per la terza settimana di febbraio, qualche impegno musicale e un raffreddore che mi sta facendo saltare la testa attualmente l'aggiornamento del blog non è una priorità.

Quando rimisi piede in Sardegna, a circa metà Marzo dell'anno scorso, mi misi subito in moto per trovare un impiego, bombardando con i curriculum (e col telefono, dannazione) diversi annunci che avevo trovato sul uèb. In vista della stagione estiva inoltre ricordo che feci una discreta quantità di colloqui come animatore.
Colloqui dei quali misteriosamente non se ne seppe più nulla. Poi decisi agli inizi di giugno che avrei intrapreso un cammino di studi linguistici, per cui neanche io stetti a chiedere risposte: dimenticai semplicemente l'accaduto e la chiusì lì. Invece tre giorni fa ho dato una controllatina alla casella postale e... indovina chi ti trovo?

Buongiorno,
stai leggendo questa mail perché sei presente nella nostra banca dati.
Questo vuol dire che abbiamo ricevuto il tuo curriculuum vitae per una eventuale collaborazione.Ti invitiamo a darci comferma o disdetta, in caso negativo la tua scheda verrà immediatamente rimossa, a tutela anche della tua privacy.
Contrariamente, se lo ritieni opportuno, puoi inviarci un curricuulum aggiornato con foto e verrai, eventualmente, contattato per una proposta lavorativa.
Distinti saluti.

John Doe

Cioè, questi imbecilli (no fermi, prima che chiediate ovviamente il tipo non si chiama John Doe) hanno ricevuto il mio curriculum al più tardi per fine maggio - anche se sono più che sicuro di aver fatto il colloquio agli inizi di aprile -, e mi rispondono adesso? NOVE mesi dopo?
Tra l'altro non per farmi sapere se il colloquio è andato a buon fine, ma semplicemente per dirmi che hanno ricevuto il curriculum. Strano, visto che io stesso lo consegnai a John Doe. Vabè, andiamo avanti. Rispondo.
Egregio Sig. Doe
Trovo incredibile (per usare un eufemismo) ricevere una vostra notifica a così tanto, troppo tempo di distanza dalla consegna (tra l'altro fatta da me medesimo all'atto del colloquio) del curriculum. Pertanto vi invito a rimuovere la mia scheda dalla banca dati.
Ottima professionalità, complimenti!
Distinti saluti,


Maroc
Vaffanculo. Tanto gli animatori sono dei poveracci che non arrivano a 500 euro al mese per quattro mesi, e ora come ora le mie estati andranno impiegate diversamente, quindi posso anche sentirmi libero di lanciare qualche giusta frecciata di sarcasmo.
La cosa divertente è che mi rispondono. Wooooh!
Buona sera il suo sarcasmo è divertente, (si suppone che un animatore debba essere divertente, no?) non le rispondiamo per polemica me per puntualizzare alcuni aspetti che comunque siamo certi che lei già sa (se sono certi che li sappia già, allora perchè rispondere? Mah!). Noi non siamo obbligati a far lavorare tutti ed a contattare tutti (e chi dice niente? Certo però un po' di educazione e gestione del tempo di risposta non guasterebbe...), collaboriamo con chi riteniamo opportun (definire "opportuno" prego), spesso ci sono molti che a prima vista, leggendo i loro curricuulum sembrano soddisfare le nostre richieste e spesso può accadere che ce ne siano più di uno all'altezza (quindi li assumete o no?), ma la vita è anche un fattore di fortuna, per non scriverle altro (si chiama fattore raccomandazione, è importantissimo mi creda), e può accadere che non abbiamo posizioni lavorative per tutti, anzi magari ce ne fossero, poiché noi lavoriamo di questo (infatti la vostra azienda è sull'orlo del fallimento), c'è da aggiungere che non andiamo a richiedere i curriculuum porta porta o violentando le persone per farceli spedire (e meno male, oserei dire), infatti, come vede prima di sfoltire cerchiamo di consolidare prima i vecchi curriculuum e poi eventualmente, se non ci riteniamo soddisfatti, mettiamo ulteriori inserzioni (tutto questo nel breve tempo di appena nove mesi).

Se avessimo occupazione per le migliaia di persone che ci contattano ci candideremmo per risolvere la crisi italiana, non trova?
(No, affatto. A nessun padre di famiglia augurerei di fare l'animatore per un tetto massimo di 500 euro al mese; sarebbe una minaccia peggiore della disoccupazione).
Comuque siamo ben lieti di accontentarla (Non è che siete lieti. E' che io vi sto ordinando di levare il mio curriculum dalla banca dati).
Distinti saluti a lei.

John Doe
Ricordate, fan di Fiorello: tutto cominciò da qui (intendo l'animazione, non il cappello in culo)



Tralasciando il dubbio italiano col quale questo simpatico personaggio si è espresso, aggiungo che avrei tanto voluto continuare la diatriba, ma sarebbe stato un puro esercizio dialettico.
Per cui niente, credo che sia del tutto superfluo dare una conclusione logica alla cosa, perchè in questo accaduto c'è tutto tranne la logica.
Passiamo ad altro.

***
Il nostro distrattissimo, welshissimo e tremendamente crossword-addicted professore di lingua e cultura inglese è un personaggio che non ti dimenticheresti mai. Non tanto perchè assomiglia a Jack Nicholson sul manifesto di Shining (occhi azzurri a parte), ma perchè ha una capacità di saltare di palo in frasca che definire "incredibile" risulta limitante. E non avevo ancora detto che la sua pronuncia ipnotica e cantilenante è qualcosa di molto divertente.
Tanto per farvi un esempio, giovedì scorso ci consegna un bell'articolo intitolato "How to help poor people". Che detto così potrebbe pure sembrare semplice: in realtà era un'intervista al capo di una corporazione di prestiti finanziari il cui scopo era avviare (sempre tramite fund loaning) delle attività economiche in paesi economicamente sottosviluppati. Quindi l'articolo era ricco di termini specifici e di espressioni colloquiali. Per me non è stato un grosso problema (l'attitudine traduttiva imparata al classico - beh, almeno quella! -, unita al tenere costantemente sottomano la lingua inglese mi hanno aiutato moltissimo). Per altri, un po' peggio.

Diciamo che comunque non è mai un grosso problema se hai tutto il tempo e l'attenzione per poterti dedicare ad una profonda analisi lessico-semantica del testo. Se però il tuo professore interrompe ogni venti minuti per chiederci aiuto nel risolvere il suo cruciverbao raccontare una classica barzelletta gallese*, beh, allora la situazione diventa più complicata: sei costretto a resettare il tuo cerebro ogni volta che torni sulla traduzione.
 Eppure, paradossalmente è un metodo che sto trovando via via sempre più efficace: la mente si sta abituando sia a tenere un livello attentivo simile su cose completamente differenti (lavoro mentale di traduzione/lavoro auditivo di comprensione della domanda e risposta consequenziale). E la cosa dà una soddisfazione incredibile. Sento di essere in una fase di brainstorming continuo. 
Oltretutto trovo che sia una cosa assolutamente fantastica dover tradurre (o comunque lavorare) con gli argomenti più disparati. Tanto per fare un esempio, nel giro di una settimana scarsa sono passato da una trattazione scientifica sul pericolo di estinzione dell'armadillo (Tatù Carreta in Sudamerica, prendete nota) a un articolo sulle potenzialità sociali del cervello; da un saggio che cerca di smentire la tesi secondo la quale essere sex-addicted è una malattia, a un discorso politico di Schwarzenegger sui cambiamenti climatici mondiali (ha un tono e una pronuncia osceni... muoio dalla curiosità di vedere Conan o Terminator 2 in lingua originale!).

Può sembrare un minestrone gigantesco (forse lo è!), però è maledettamente intrigante... credo che il termine giusto sia "assetato" di nuovi temi da trattare. Ecco, adesso sì che possiamo parlare di traduzione. Niente di personale contro greco e latino, ma quando passi anni a tradurre solo filosofia, battaglie di conquista sanguinolenta e gangbang/cumshot/varie sessuali degli dei, ti si rompono i coglioni. Senza contare poi che ora come ora latino e greco non li parla un cazzo di nessuno e non c'è un minimo di riscontro.

Anyway, sapete cos'è un Debating Class?Ok... se vi parlo di Δισσοὶ λόγοι (dissoi logoi) = Duplici argomentazioni? No? Shame on you.
La duplice argomentazione (Protagora e i sofisti, prendete nota) è un esercizio di dialettica dove l'oratore, dato un punto di partenza (esempio banale: "Zeus ce l'ha piccolo"), deve argomentarlo sia pro, sia contro, in maniera logica e comprensibile. In un Debating Class è la stessa cosa, solo che una parte di alunni argomenta il pro, l'altra il contro.
Ovviamente è facile argomentare pro qualcosa che vi sta a cuore, o che logicamente appoggiate, tipo "Gli africani sono tali e quali ai caucasici".
...
Come sarebbe a dire "Non è logicamente appoggiabile?". Ok, prendiamo un'altra cosa.
"L'uomo ha dieci dita delle mani": facile argomentare a favore. Ma provate ad andare contro qualcosa che la vostra stessa logica impone. Lo trovo un esercizio molto impegnativo, ma assai divertente.

 Debating Class in Inghilterra. Calmo, razionale, interessante, costruttivo.
Ricordando l'articolo sui poveri sovraesposto, si costruirà un dibattito doppio sull'argomento "Why the poor only have themselves to blame" e la cosa divertente è che io devo argomentare a favore del punto. Non vedo l'ora che arrivi la fine di gennaio per scatenare una rissa verbale dove devo cercare di giustificare perchè è giusto che è giusto che i poveri debbano biasimare solamente sè stessi [per le proprie condizioni] mwahahahahahahahahah!!!

Debating Class italiano: si noti la grande chiarezza espostitiva e la ricchezza di contenuti lessicali.

25/12/11

Silent Christmas

E' strana questa vigilia di Natale (o meglio questo Natale, visto che la mezzanotte è passata da un po').
Un Natale silente, intimo... quasi diafano. 
La mattinata impegnata a studiare Linguistica italiana e Teoria della traduzione scorre via, rapida, interrotta da qualche sigaretta riflessiva bruciata in balcone, gli occhi socchiusi per le intense raffiche di vento. C'è un senso di pace e di tranquillità, spezzato ogni tanto da uno scoppio di petardi lontani. E prima che possa accorgermene il sole è già scivolato dietro i monti, lasciandosi dietro solo l'umidità solitaria della sera.



E all'improvviso mi viene voglia di uscire e fare una passeggiata. Sono solo le 18:30, ma sapete bene che le improvvisate non hanno orario, né riflessione, né preavviso. Esco in strada, mi calco il cappello in testa e comincio a camminare; mi viene in mente che non ho preso i fidi auricolari per godermi un po' di musica, ma allontano il pensiero con una scrollata di spalle: c'è silenzio per le strade, e non si sente altro suono all'infuori del sibilare del vento. Continuo a camminare, lanciando ogni tanto qualche sguardo alle finestre illuminate delle case. Rumori familiari dal loro interno: chiacchericci e risate, mentre le stoviglie vengono disposte sulla tavola e alcune posate cadono; qualche volta una televisione accesa, qualche volta grida di bambini impazienti, che chiedono a gran voce dov'è Babbo Natale.
Altre finestre invece sono spente... abitanti andati a godersi il cenone altrove, o partiti per le vacanze, o magari segnati da un lutto in famiglia poco prima dei grandi festeggiamenti...
Sono circa le 19:45, e inconsciamente sono di nuovo sulla strada di casa, carico di Natali rubati (o condivisi per brevissimi istanti) ad altre persone.
Visto così, dal di fuori, questo Natale impregnato di un'atmosfera calda e accogliente, è affascinante.

Ben più affascinante del dover fare il cenone subendo le urla acutissime della mia cuginetta cinquenne che vuole a tutti i costi un regalo adesso, senza che mia zia le dia uno sculaccione (ma anche settanta, eh) per farla stare zitta.



Stupida cuginetta merdosa, ho un mal di testa osceno.


Che merda il Natale.

18/11/11

Analisi

Ed ecco il venerdì sera, traguardo tanto sospirato per tanti studenti. Ecco finalmente un attimo di respiro per aggiungere qualche informazione a questa finestra aperta sul mio pianeta, che mi permette di vedere al tempo stesso il mondo che sta al di fuori. Blogspot si sta rivelando una piattaforma interessante. Nessun rimpianto per non essermici trasferito prima, comunque: Splinder è stato un buon bordone da viaggio per questi cinque anni di vita, pieni di sentimenti dei quali le parole scritte riescono talvolta solo a farne intravedere l'intensità.

Vena poetica a parte, credo di essere ulteriormente cresciuto da un paio d'anni a questa parte (no mamma, non mi riferisco ai fianchi)... l'aver abbandonato il corso di tossicologia come volevo fare, l'aver vagato per qualche anno alla ricerca di un lavoro (il 99,9% delle volte rivelatosi una fregatura colossale, e praticamente gratuita) come volevo fare e la successiva reiscrizione ad una Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori come volevo fare, mi ha fatto riflettere.
Alzi la mano chi, tra voi, nonostante i consigli (od ordini, nel mio caso) dei propri genitori ha fatto almeno una volta nella vita esattamente quello che gli era stato sconsigliato di fare. Niente monchi, vedo. Chissà perchè.
Bene.
Riflettevo ieri sugli ultimi anni che ho passato. Avrei potuto fare questo, avrei potuto fare quell'altro, se, se, se... una valanga di "se" che alla fine non sono niente di più di quello che rappresentavano: probabilità. E' buffo come accadano certe cose: quando presi la decisione di mandare all'aria quasi quattro anni di studi tossicologici per cercarmi un lavoro, in casa scoppiò la terza guerra mondiale. Magari anche per il mio bene, eppure se avessi ascoltato i consigli sarei un laureato infelice. Ero giunto ad odiare profondamente quel corso di studi.
Se avessi ascoltato i consigli non avrei "sprecato" due anni a cercare un qualsivoglia impiego (e badate bene, quel "sprecato" è tra virgolette non a caso, dal momento che in quel lasso di tempo ho prima di tutto imparato a conoscere meglio i miei limiti e ho avuto un assaggio del mondo del lavoro).
Buffo: sono inconsciamente ricaduto nella sindrome del "se".

Tuttavia ripensandoci ora, quei due anni di pensieri focalizzati non sullo studio, ma sul mondo esterno, sono stati una vera benedizione. Mi hanno permesso di comprendere quanto sia complicata la realtà lavorativa odierna, garantendomi una solida motivazione per riprendere in mano gli studi e indirizzarmi verso quello che volevo io. Probabilmente alcuni tra voi penseranno che questa logica contorta sia, perdonate il gioco di parole, illogica. Oggettivamente potrebbe anche essere così.

Ma passiamo ad un esempio più pratico. Alzi la mano chi tra voi ha avuto una bicicletta senza rotelle durante l'infanzia. Bene: ora lascino la mano alzata coloro ai quali è stato insegnato, ricevendo le prime lezioni di guida di una bicicletta, che non si frena mai col solo freno di davanti. Ottimo.
Adesso siate sinceri: chi ha ignorato il consiglio, imparando a proprie spese, lasci la mano in alto.
Beh, sicuramente avete imparato tutti da "quella volta" e non frenate più col solo freno di davanti. Strano però: noto che nessuno ha abbassato la mano. Altro esempio? Prendete il bambino a cui si dice di non toccare la pentola con l'acqua bollente. Che fa il bimbo? Bravi, ora andate a prendere l'acqua ossigenata, qualche garza e spegnetegli il dito.
Se ce l'ha ancora.

Tutti i sedicenni di oggi dicono che c'è crisi e che non c'è lavoro (almeno quelli un tantino "preoccupati" della situazione). Lo dicevo anche io. Ma era come dire che c'è la guerra in Sierra Leone: sono posti lontani, situazioni che non ti tangono. Poi magari ti fai un viaggetto in Sierra Leone, scampi per un soffio a confetti di piombo vaganti, mine e quant'altro. Improvvisamente tutto diventa più nitido. Più comprensibile. Scopri che in fondo la situazione non ti tange perchè... perchè inconsciamente ti convinci della cosa. E' come un mantra. Ripeterlo e sentirlo ripetere in continuazione ti convince del fatto che effettivamente ci sia crisi e non ci sia lavoro, gambizzandoti prima che tu possa muovere un solo passo anche solo per tentare di cercarlo, quel maledetto impiego.

Ecco perchè quando adesso vado a lezione non penso ad uscire. Se potessi vorrei non uscire. Starei a parlare inglese e spagnolo tutto il giorno. Vivrei in inglese e spagnolo. Direi parolacce per ore coi miei professori. Ci mangerei paella e pudding innaffiandoli con pinte di stout e boccali di sangrìa. Andrei a puttane insieme a lor... ok basta, torniamo a noi.
Ecco perchè i miei si stupiscono quando mi vedono ossessivamente concentrato sulla lettura di, che so, una sentenza di tribunale scritta in inglese; o uno studio sull'ambiente di Wall Street; o ancora, un saggio breve sull'architettura di Siviglia... credo che (spiccata preferenza del sottoscritto per le lingue a parte) si sia semplicemente accesa una nuova consapevolezza di sè che impone un radicale cambio dei punti di vista su tante cose.
Sia chiaro, sono sempre il solito cazzone di sempre che spara una stronzata al microsecondo, e non ho mai smesso di vedere il lato positivo della vita. E' solo che per il semplice fatto di aver resettato il cervello e fatto piazza pulita (o tesoro, a seconda dei punti di vista) delle pessime esperienze precedenti ora tutto è più logico. Più immediato. Più interessante.

La fase indecisionale prodotta dalla sindrome del picco della montagna* è passata, e la strada è tracciata. Poi vabè, se muoio prima di raggiungere il traguardo allora dio è proprio un pezzente.

*Sindrome del picco della montagna, o sindrome indecisionale (VII legge-esempio di Maroc):
State salendo un monte per tutta l'infanzia e buona parte dell'adolescenza. Quando si tratta di prendere una strada per costruirvi un futuro, ecco, siete arrivati sul cocuzzolo dell'altura. Per alcuni il sentiero di discesa è uno, largo e chiaro. Per altri invece si presentano due o più strade per scendere. Il tempo impiegato a scegliere un cammino è inversamente proporzionale all'intensità del desiderio di percorrerlo
Particolari complicazioni intervengono nel caso in cui il soggetto abbia uguali preferenze per l'uno o l'altro sentiero. In questo caso si lascerà alle entità "tempo" ed "esperienza" la facoltà di discriminare e rendere prioritario un sentiero rispetto ad un altro.

Io ne avevo almeno sei o sette di sentieri ugualmente desiderabili, tra cui: diventare un pittore, diventare uno scrittore, essere un compositore, diventare un bravo musicista, studiare lingue, fare in generale un sacco di roba... e sapevo che non avrei avuto il tempo di farle tutte per benino. Due anni passati sul cocuzzolo, analizzando me stesso, valutando le probabilità di un futuro come scrittore o pittore (purtroppo un po' traballanti al giorno d'oggi), e infine optando per il sentiero che mi esaltava di più.
Lingue.

E lingue furono. Fanculo a tutto il resto del mondo che non è d'accordo.
Perdonate la prolissità.