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02/11/11

Arrivo

Lo spazio scorreva solitario intorno alla Sapphire II, il nero cosmico rotto ogni tanto da qualche stella particolarmente calda e luminosa, o da qualche asteroide che sfrecciava via in lontananza. Il ronzio appena percettibile dei motori ionici della nave mineraria pareva un grido in mezzo a quel silenzio ovattato che delineava un universo apparentemente immobile.

- Ci siamo -, disse Mizor Phinner.
Si grattò nervosamente l'ispida barbetta a punta che rendeva il suo viso ancora più affilato, e altrettanto nervosamente osservò il radar. Si agitò sul sedile e premette alcuni bottoni sulla console. Corrugò le sopracciglia, aprì la bocca come per dire qualcosa e poi, indeciso, la richiuse.
- Mizor, basta ripensamenti -, borbottò Marv Yeelo dalla sua comoda poltrona di copilota. - Siamo in viaggio da più di novemila parsec, abbiamo alle spalle due balzi iperspaziali conclusi senza problemi e sei ancora lì a pensare a cosa potrebbe andare storto -.
Un lungo sospiro fu l'unica risposta del pilota, che sprofondò ancora una volta nei ricordi del passato.

Anni trascorsi sulla Terra; anni bui, anni di guerriglia, di persone conosciute un giorno e perdute il giorno dopo, di donne amate senza aver avuto tempo per conoscerle del tutto, di pezzi di libertà ormai finiti uno per uno nel dimenticatoio. Separatisti ISTINCTIVA che cercavano di riscuotere dal suo sonno una società ormai andata a farsi fottere dopo anni di disinformazione mediatica, generazioni passate a marcire di fronte agli schermi credendo di essere in contatto col resto del mondo, occhi stanchi e cervelli sordi alla ricerca di... dio, forse neanche loro sapevano che cosa stavano cercando.
ISTINCTIVA.
Per Mizor Phinner era molto più di una ragione di vita. Era LA vita. Quando quarant'anni prima Esmer Von Schulendorf gettò le basi per quella che sarebbe diventata la più grande organizzazione avversaria dell'ordine mondiale costituito, il capitano Phinner era solo un feto che lasciava l'avvolgente e meraviglioso caldo dell'utero materno per scoprire il mondo esterno: freddo, ostile, rumoroso. Ma come tutti i neonati si sbagliava. Il mondo era untuosamente freddo, vigliaccamente ostile e incredibilmente rumoroso.
Una noia mortale.

Dopo aver conseguito la laurea in fisica e il brevetto di pilota aerospaziale, capitò (neanche si ricordava bene come) ad un congresso di quello che veniva nominato con disprezzo nelle attuali scuole come "PreI": acronimo di "Pre-ISTINCTIVA". Solo uno stadio larvale e deprecabile, certo. Ma  nel giro di vent'anni quella larva aveva terminato la propria evoluzione, assurgendo a simbolo di opposizione politica mondiale con un impensabile numero di sostenitori.
E questo non se l'era aspettato nessuno.
Ecco cos'era ISTINCTIVA: l'altra faccia della società ordinata, asettica, robotica, praticamente stagnante. ISTINCTIVA era una tentacolare organizzazione che, facendo leva sull'istinto umano di rompere schemi troppo rigidi, raccoglieva ogni giorno alcune centinaia di sostenitori che volevano provare il brivido di sorpassare ogni tanto la linea di confine. Alcuni ne risultavano così affascinati da voler rimanere per sempre oltre il confine. Se la brillante carriera sociologica di Von Schulendorf non fosse stata interrotta da uno squilibrato armato di coltello ("eroe", invece, secondo le testate a diffusione mondiale) forse il vecchio avrebbe potuto ancora essere lì a tracciare un probabile cammino percorribile.
Ma così non era stato, e la neonata organizzazione aveva rischiato il tracollo per la mancanza di un punto di riferimento. Fortuna che Irvin Leroy, pupillo di Von Schulendorf, aveva raccolto l'eredità del sociologo mandando avanti la baracca. In un modo inatteso, certo, ma almeno erano andati avanti. Da fondazione filantropica, PreI si era quindi trasformata in ISTINCTIVA, che attualmente contava circa un miliardo e mezzo di persone tra gli affiliati. Una quantità risibile rispetto ai quasi quattordici che popolavano la Terra, ma sempre meglio di niente visto che...

- Mizor? Mi stai ascoltando? -.
Phinner uscì dalle sue riflessioni, rendendosi conto che la voce solitamente posata di Yeelo aveva un tono preoccupato. Scosse la testa.
- Scusami Marv, stavo pensando -, farfugliò confusamente. - Che cosa c'è? -.
- Ho una buona notizia ed una pessima notizia -, replicò il copilota.
- La buona notizia? -.
- Siamo arrivati a casa. La nostra nuova casa -.
- Hmmm... E la pessima? -.
- Dobbiamo atterrare: il reattore destro è andato a puttane -.

La Sapphire II inclinò il muso in avanti e cominciò la lunga discesa a spirale verso l'atmosfera planetaria sottostante.